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Il Dipartimento di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Verona punta sull’inclusione e adotta il plugin Blackboard Ally per aumentare l’accessibilità dei suoi contenuti didattici digitali

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Marco Rospocher, Professore di Informatica presso il Dipartimento di Lingue e Letterature straniere dell’ateneo veronese | Manuel Boschiero, professore di Slavistica presso il Dipartimento dell’ateneo veronese

Il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Verona, premiato come dipartimento di eccellenza dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), nel 2020 ha implementato il proprio sistema LMS con il plugin Blackboard Ally per migliorare l’accessibilità dei contenuti didattici prodotti dal personale docente.

La scelta di integrare la piattaforma Moodle in uso all’interno dell’ateneo con Ally si inserisce all’interno di uno specifico Progetto interdisciplinare avviato nel 2018 con l’obiettivo di rendere il dipartimento un polo di eccellenza e un laboratorio di sperimentazione sia per ricerca che per didattica nel campo delle digital humanities applicate alle lingue e letterature straniere. Ma risponde anche alle indicazioni contenute nel recente European Accessibility Act, la direttiva approvata 7 giugno 2019 dalla Commissione Europea che richiede a tutti i Paesi membri di aggiornare, implementare o generare entro il 2025 tutti i contenuti digitali affinché siano leggibili e decodificabili da tutti i cittadini dell’UE.

«Il nostro Dipartimento ha un grande interesse per il tema dell’accessibilità» spiega Marco Rospocher, Professore di Informatica presso il Dipartimento di Lingue e Letterature straniere dell’ateneo veronese. «Per questo, quando il Dipartimento ha ricevuto un finanziamento in qualità di polo universitario d’eccellenza, è stata avviata la ricerca di un software capace di rendere quanto più inclusivi possibile i materiali didattici elaborati per la piattaforma di e-learning. Abbiamo ritenuto che Ally potesse soddisfare le nostre esigenze e, grazie alla collaborazione di Seidor Italy, da dicembre 2020 abbiamo potuto attivare il plugin in maniera specifica per il bacino di utenza del Dipartimento, che attualmente consta di circa 4000 studenti e 150 docenti per un totale di circa 250 insegnamenti all’anno».

Le motivazioni della scelta: report, formati multipli e un sistema di autovalutazione

«Ci sono tre elementi che ci hanno convinto a scegliere Ally» continua Manuel Boschiero, professore di Slavistica presso il Dipartimento. «Il primo è che fornisce continuamente ai docenti un report sul livello di accessibilità dei contenuti caricati e insegna di volta in volta come migliorarli, affinché possano acquisire di volta in volta maggiore consapevolezza e sensibilità. Inoltre, consente allo studente di scegliere il formato di lettura che preferisce e converte automaticamente i materiali in base alla scelta effettuata. Infine permette al Dipartimento di auto-valutarsi rispetto al livello di sensibilità acquisito nella produzione dei materiali e fornisce le indicazioni per migliorare. Un sistema solo correttivo, infatti, sarebbe anti-produttivo e non risponderebbe a quelli che erano i nostri obiettivi, ovvero raggiungere un livello di consapevolezza tale da produrre in futuro materiali fin dall’origine perfettamente accessibili e leggibili per tutti».

L’Italia in prima linea sul tema dell’accessibilità dei contenuti digitali

Gli obiettivi del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Verona sono in linea anche con le indicazioni di AgiD (l’Agenzia per l’Italia digitale) sull’adeguamento degli strumenti digitali e informatici della Pubblica Amministrazione in termini di accessibilità. In base al Decreto legislativo n.106 del 2018, AgiD promuove l’implementazione degli hardware e dei software in uso nella PA, fornisce assistenza per l’applicazione della normativa vigente ed emana regole tecniche, circolari e linee guida affinché si crei un ecosistema accessibile e inclusivo in tutti i servizi pubblici.

«L’interesse del Dipartimento per il tema dell’inclusione in realtà esiste da tempo» continua il professor Boschiero. «Abbiamo contatti con associazioni del territorio come l’Unione italiana ciechi e ipovedenti della sezione di Verona e abbiamo introdotto l’apprendimento della lingua dei segni come attività didattica accreditata per i nostri studenti. Abbiamo inoltre avviato incontri di formazione per il personale docente sul tema dell’accessibilità, ad esempio per accogliere adeguatamente studenti con DSA e fornire loro adeguati strumenti e didattiche compensative. La volontà di rendere più accessibili le tecnologie e i materiali digitali in uso presso il Dipartimento rientra naturalmente in questo approccio metodologico. Se infatti un docente utilizza gli strumenti digitali in uso nell’ateneo senza renderli accessibili crea immediatamente una forma di esclusione. Ecco quindi che un plugin come Ally può insegnare a migliorare la produzione dei contenuti didattici in modo da essere fruibili da tutti, senza distinzioni di sorta».